NOVEMBRE DICEMBRE 2002
PERIODICO INDIPENDENTE D'INFORMAZIONE (versione on-line)
 


il disagio adolescenziale: preoccupazioni e timori dei genitori -conflitti inevitabili


Il periodo adolescenziale, è un periodo molto delicato, specie in questa nostra società che ha perduto i secolari valori e punti di riferimento dell’epoca contadina, strapazzata dai modelli che ci vengono proposti dal mondo della comunicazione e di cui spesso sono vittime proprio i giovani di quell’età. Sempre più frequentemente siamo turbati da fatti di cronaca che vedono protagonisti adolescenti che tutti ritenevano normali, ma che evidentemente gli adulti non sono stati in grado di capire fino in fondo. Per aiutarci a capire meglio i nostri figli, l’Istituto comprensivo di Castelnuovo di Porto, sta portando avanti un progetto, curato dalla dott.ssa Berdini insegnante presso la scuola elementare, in collaborazione con la Asl di zona. Il progetto prevede degli incontri tra i genitori e alcuni psicologi e pediatri della stessa Asl. Gli scritti che seguono, consegnati ai genitori che partecipano agli incontri, sono stati elaborati a cura del dott. Franco Piccardi psicologo presso il consultorio familiare di Morlupo.

Lettera di Tommaso
ai genitori
Tommaso è il primogenito dodicenne (frequenta l'inizio della seconda media) di una famiglia così composta :
padre 45 anni commerciante
madre 39 anni impiegata (lavora in un ufficio pubblico fino alle 14)
sorella, chiara, 9 anni , frequenta la 4 elementare.
E' un ragazzo definito tranquillo, ma vivace, perché pieno di interessi, impegnato a scuola e in tutte le altre attività che svolge, molto ricercato dagli amici. Verso la fine della Prima media ha iniziato ad avere un calo di rendimento; è stato promosso perché aveva lavorato bene in tutta la parte precedente dell'anno, ma non bene come si era abituati ad aspettarsi da lui. L'estate è stata burrascosa.
Era sempre fuori con gli amici e spesso non diceva ai genitori dove andava ; durante il periodo di vacanza trascorso con loro ha chiaramente dimostrato di non divertirsi e di non apprezzare la loro compagnia.
L'unica materia in cui continua ad andare veramente bene è l'italiano, ha iniziato a zoppicare in inglese, storia, educazione tecnica e ha preso "serie" insufficienze nei primi due compiti di matematica. Il litigio che ha dato origine alla lettera è avvenuto perché la mamma ha trovato delle sigarette nelle tasche di un giaccone, ne ha parlato al marito e, insieme hanno tentato di parlarne al figlio: l'esito è stato la grande litigata conclusasi con Tommaso chiuso in camera che, dopo qualche ora di silenzio, scrive questa lettera ai suoi genitori.

Sono chiuso qui in camera da un bel mucchio di ore ormai…voi siete lì fuori, e io sono qui dentro. Bella litigata oggi pomeriggio, eh?
Ci è venuta proprio bene, sembrava una vera guerra.
Questa è la prima lettera che scrivo in vita mia : visto che parlare non mi riesce (e sembra che non riesca neanche a voi) tento con la penna , tutti dicono che sono bravo in italiano. Almeno così dovete solo leggere, non siete obbligati a rispondere subito e potete pensarci un po'. Questo è il punto. Avete sempre tante cose da dire, mi dovete sempre parlare, tu mamma, la tua frase famosa è :"Ascolta Tommaso". Ok, ascolto, ascolto sempre io, ma quello che vorrei provare a dirti adesso è: "Ascolta mamma…ascolta un po' tu, questa volta . Prima di parlarmi, di sgridarmi per quello che non ho fatto, di arrabbiarti con me per i mille motivi che hai sempre, di dirmi quello che pensi, che ne dici di fare la prova e chiedermi se c'è qualcosa che voglio dire, chiedere, esprimere, spiegare…?" Si lo so già quello che stai pensando adesso: "Ma come se ne esce Tommaso a dire una frase del genere! Magari…quando mai questo ragazzo ha parlato? Tutte le volte che gli si chiede di parlare, sembra di fargli scontare una pena, sta sempre li col muso lungo e non dice niente, magari parlasse!" OK buona osservazione, non ho niente da obiettare: tutto vero, spesso ho il muso lungo , anzi, "muso duro e berretta fracida" come dici spesso e volentieri tu papà (chissà se sei li che la leggi , questa lettera , sarebbe strano , no?) . Già, ma ve lo siete mai chiesti il perché di tutto questo? Non che io lo abbia fatto molte volte e sia capace di rispondervi, ma proprio adesso qualche idea mi comincia a venire. Provo a dirvene qualcuna.
Veramente non lo so neanche io perché sto così, è che non riesco a stare con voi in modi diversi, più "gentili", come piacerebbe a voi. Mi sento in un modo strano da un po' di tempo, non sento più quella contentezza che ero abituato ad avere dentro e che , quindi, esprimevo sempre con voi. Sono scontroso, vero? E' questo il problema. Ah , no, non solo, vi rispondo male, anzi: sono cattivo e maleducato, eccolo qua il problema vero e proprio. Be', se vi fa piacere saperlo, sono il primo a starci male perché sono così .
Ecco, finalmente mi è venuto quello che volevo dire: Cioè che non ci capisco niente, che tutti mi sgridano e nessuno mi aiuta a capire, anzi a capirmi perché, dall'idea che mi faccio, c'è un gran mondo dentro ad ognuno di noi, solo che finora non si era mai fatto sentire, e adesso ha cominciato, improvvisamente, a fare un gran ca…ah già , con te mamma le parolaccie non si possono dire (altra cosa misteriosa: voi sapete che le dico, io so che anche voi ne dite, ma ufficialmente, nella nostra famiglia nessuno dice parolaccie! Boh…quando volete sono pronto a ricevere spiegazioni, grazie sin da ora). Insomma, stavo dicendo, questo mondo che c'è dentro mi stà comunicando delle cose, mi dà delle sensazioni…già, delle sensazioni, non avevo mai capito fino a poco fa il significato di questa parola, ora, invece, so che si può "sentire" . l'ho sentito proprio! Cioè, non so se mi state capendo, ma meglio di così non mi viene… è difficile spiegare, non so neanche io cosa voglio dire, ma forse è soltanto che mi stanno succedendo un sacco di cose nuove, che non conosco, mi accorgo anch'io che sono diverso e strano, forse antipatico, ma sono io il primo a non capirmi e a starci male, e allora…allora quello di cui ho bisogno è di qualcuno che mi aiuti a capirmi, a cui anch'io possa chiedere spiegazioni…insomma qualcuno che si preoccupi per tutta questa roba che ho dentro, più che per quello che si vede fuori e che per favore non mi dica che sono cattivo. Mi fa male che me lo diciate sempre, soprattutto accompagnato da quel "Guarda come è buona tua sorella" o " Guarda com'è buono Marco" , che è mio amico e quindi so per certo che i suoi genitori gli dicono la stesa cosa "Guarda com'è buono Tommaso"; dunque, deduco, c'è qualcosa in cui o voi o i genitori di Marco vi state sbagliando alla grande. Ho bisogno che mi chiediate come mai sono così…insomma l'idea che ho bisogno d'aiuto non vi viene proprio? Tiro il fiato perché non credevo proprio di riuscire a dirvi una cosa così. Tommaso ce l'hai fatta , adesso basta che in qualche modo questa lettera riesce a dargliela e non ti vergogni. E' stata dura perché non vi ho mai detto niente del genere, né voi me lo avete mai chiesto. Non so se cambierà qualcosa, ma almeno vi ho detto che la guerra , soprattutto questa guerra , a me non piace, che non mi diverto in questa situazione: insomma, anch'io non vedo l'ora che torni un po' di pace…

Tommaso


Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu cominci a darmi dei consigli,
non fai ciò che ti chiedo.
Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu cominci a dirmi perchè non dovrei sentirmi in quel modo,
calpesti le mie sensazioni.
quando ti chiedo di ascoltarmi e tu pensi di dover fare qualcosa per risolvere i miei problemi,
mi deludi...! Strano, ma vero!
Forse per questo non ci capiamo!
Non cerco chi dà consigli, ne chi prova a risolvere i miei problemi:
semplicemente chi ascolta e confida che io li risolva da solo.Quindi ti prego, ascolta e sentimi. Se desideri parlare, aspetta qualche istante il tuo turno e ti prometto che ascolterò.

(tratto da Leo Buscaglia)


La
preadolescenza
- è un tempo soggettivo, interiore; è "l'aurora di un adulto nel crepuscolo di un bambino"
- come quando i gamberi e le aragoste perdono il loro guscio: si nascondono sotto le rocce fino a quando non hanno secreto un nuovo rivestimento che li difenda, sono perciò fragili e vulnerabili...
- quasi come dei neonati: è una "seconda nascita"
- lo stare un po' dentro ed un po' fuori casa
- che cosa mi ha voluto dire mio figlio con quel comportamento?
- a che cosa gli serve fare ciò?
I preadolescenti hanno bisogno:
- di essere ascoltati (da parlati a parlanti) e accettati per ciò che sono (bisogno di essere guardati e visti dentro, per ciò che si è davvero, non per ciò che appare fuori), compresi nel difficile compito che stanno affrontando, di costruzione della propria identità (accettazione come conferma dell'identità; accoglienza di ciò che si è, più che di ciò che si fa; empatia);
- di trovare uno spazio per differenziarsi dai genitori pur continuando ad essere protetti (paura del "nido vuoto" che può subentrare nei genitori);
- di autorevolezza autentica per superare la confusione, di guida e di punti di riferimento: bisogno di Adulti con la A maiuscola: i genitori come "porto sicuro".
- bisogno di ricevere dei
permessi fondamentali:
Puoi imparare a fare le cose a modo tuo
Puoi sperimentare differenti modi di fare le cose
È bene che tu rifletta prima di fare tua una regola
Quando decidi di fare una cosa a modo tuo puoi riflettere sulle conseguenze del tuo comportamento
Puoi fare errori allo scopo di imparare
Fidati delle tue sensazioni e dei tuoi sentimenti per capire e fare le cose
Non è necessario che tu soffra o che tu stia male per ottenere ciò che desideri
Puoi essere in disaccordo con me ed esprimere pareri diversi dai miei
Puoi avere i tuoi principi


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