Francesco Aracri, Assessore regionale ai Trasporti e Lavori Pubblici, è nato a Spoleto l'11 luglio 1952. E' sposato e padre di due figlie. Avvocato funzionario dello Stato, già Consigliere regionale in passato, nella scorsa legislatura ha ricoperto l'incarico di vice presidente della commissione anticriminalità della Regione Lazio e ha fatto parte della commissione regionale per le Attività produttive, Trasporti e Lavori pubblici. Presente nell'Assemblea nazionale di AN, è stato responsabile organizzativo della Federazione romana con incarichi anche nella stessa Direzione cittadina
Assessore, dopo l'annullamento del vertice dell'U.E. che si doveva tenere a Castelnuovo, e che non sappiamo ancora dove si terrà, che ne sarà delle opere pubbliche progettate per l'occasione, principalmente dello svincolo autostradale previsto sul nostro territorio nei pressi del centro della protezione civile? Il Sindaco di Castelnuovo afferma che si farà comunque, Lei come Assessore ai trasporti della Regione, può confermare l'affermazione del nostro Sindaco (e l'auspicio di tutti noi), indicando anche i tempi di realizzazione previsti? Certo, nonostante l'annullamento del vertice della Unione Europea il previsto svincolo autostradale di Castelnuovo si farà. Già in Consiglio regionale, in sede di commissione lavori pubblici, era sta licenziata la proposta di legge che finanziava l'opera inserita nel pacchetto d'interventi studiati in previsione dell'incontro istituzionale. Ora, seppur sfumata questa occasione, rimane l'esigenza di realizzare in tempi brevi lo svincolo ma non solo questo. Proprio per conferire un nuovo assetto alla viabilità dell'area interessata, in particolare quella compresa tra la strada provinciale Tiberina nel comune di Castelnuovo di Porto e la statale Salaria, in corrispondenza di Monterotondo, abbiamo predisposto un progetto che porterà alla realizzazione di una bretella di collegamento tra la stessa Tiberina, nella zona del casello, e la SS 4, sempre nell'area commerciale del comune di Monterotondo. Al Ministero delle Infrastrutture già è stata inviata tutta la documentazione per far sì che la progettazione sia ammessa ai finanziamenti rientranti in Legge Obiettivo, dato che, di fatto, si tratta anche dell'adeguamento della Salaria nel tratto prossimo a Roma. Un'altra nota dolente per i cittadini di Castelnuovo e di tutti quelli dei paesi della zona, è il trasporto ferroviario. Se è vero che possiamo ritenerci fortunati a poter usufruire del trasporto su rotaia grazie alla linea Roma -Viterbo, ancorché risalente all'inizio del '900, rispetto a chi non ha neanche quella, è pur vero che gli orari non sono stati adeguati nel corso degli anni al cambiamento della società ed alle mutate esigenze dei cittadini. L'ultimo treno della sera parte da Roma alle 21 circa e durante le ore di punta del mattino per l'andata o della sera per il ritorno dalla capitale i treni sono evidentemente insufficienti, e costringono i lavoratori e gli studenti che li utilizzano, a condizioni di viaggio indecenti. Cosa può fare il governo Regionale? Attualmente i dati sul trasporto complessivo offerto da e verso Castelnuovo nella tratta Roma-Viterbo, in orario di punta, si attestano su queste cifre: nella fascia compresa tra le 5.56 e le 8.16, in direzione Roma, sosteniamo un'offerta di 3600 posti che viene ripetuta anche per la fascia tra le 12.25 e le 14.46 in direzione Castelnuovo. Mentre, per la fascia oraria compresa tra le 16.50 e le 20.30, sempre verso Castelnuovo, l'offerta complessiva può soddisfare la richiesta di 4600 passeggeri. Qualcosa, indubbiamente si può migliorare. Penso, ad esempio, che con la prossima immissione in servizio del materiale rotabile si potrebbe studiare la possibilità di inserire nuovi treni nelle fasce orarie di punta da e verso Roma. Così come, quando con il prossimo anno si procederà alla eliminazione dei passaggi a livello sulla tratta Prima Porta Riano, potremo aumentare la velocità commerciale e ottimizzare la regolarità e la sicurezza d'esercizio. Debbo aggiungere, infine, che la limitata lunghezza delle banchine in stazione, non consente ancora l'aumento dell'attuale composizione dei treni. Parliamo di Politica. Dal 2000 il centro destra governa la nostra regione e dalla scorsa primavera l'intero paese. La "Casa delle libertà" ha battuto il centro-sinistra ed ha consentito ad A.N. di occupare alcuni posti chiave nel governo regionale ed in quello nazionale. Tuttavia, all'interno della "casa delle libertà" convivono posizioni politiche che sembrerebbero inconciliabili. Lei come è riuscito a conciliare i valori di unità nazionale che il suo partito esprime nella stessa denominazione con le velleità, se non più separatiste, almeno centrifughe di un alleato di governo come la "Lega Nord"? Vede, ho sempre immaginato - coerentemente a quanto significato nella stessa denominazione "Casa delle libertà" - la nostra coalizione come un edificio con piani e pluralità differenti. Pluralità tenute assieme da un comune denominatore d'idee e valori, come quelli di uno Stato complessivamente inteso, forte ma nel contempo più vicino ai cittadini, che mantenga saldamente la potestà d'indirizzo e guida su alcune materie rilevanti, come politica estera, difesa, ecc. Assunto questo e in modo del tutto compatibile con tale scenario, troviamo le singole Regioni che in accordo con lo Stato attuano una serie d'iniziative anche di carattere legislativo in alcuni ambiti. Posso pensare, a titolo d'esempio, ai comparti dei trasporti, dei lavori pubblici, della sanità. E più sarà stretta questa correlazione con uno Stato funzionante, tanto più si realizzerà un efficace e funzionale decentramento amministrativo assolutamente conciliabile con l'unità nazionale. La grave crisi della Fiat mette a rischio posti di lavoro anche nello stabilimento di Cassino nella nostra regione. Questo metterà ancora più in evidenza la contraddizione tra quella destra sociale, attenta ai problemi dei cittadini più deboli, ai disoccupati, alle famiglie monoreddito, ai pensionati, e coloro che, all'interno della stessa coalizione, hanno uno spirito più liberista, più capitalista, che sono più attenti alle necessità dei bilanci che al dramma di chi rimane senza lavoro, magari a 50 anni, con i figli in età scolare ed il mutuo contratto per la casa. Lei da che parte sta? Sono del tutto d'accordo con quanto è stato già espresso al tavolo delle trattative tra governo-azienda-sindacati dal presidente di A.N. Gianfranco Fini. In quella sede, Fini ha formulato una proposta permettendo il blocco del processo di cassa integrazione chiesto dalla FIAT, consentendo, allo stesso tempo, il mantenimento di alcuni stabilimenti. Una proposta importante, seria, che ha di fatto riaperto il dialogo tra le parti e che dovrebbe condurre al pareggio di bilancio dell'azienda torinese e alla salvaguardia di tanti posti di lavoro. Riguardo la situazione specifica di Cassino, è indubbio che un ruolo essenziale ai fini di una soluzione positiva dell'intera vicenda, lo sta svolgendo il governatore del Lazio Storace. Il processo di Milano, che vede imputati il Presidente del Consiglio di corruzione di giudici, non crea un certo imbarazzo nel partito che a Fiuggi nel 1994 raccolse l'eredità morale del M.S.I. ? Giorgio Almirante fu di quel partito il principale ispiratore, la sua rettitudine morale gli venne riconosciuta anche dai più fieri avversari politici, e per alcuni momenti della nostra storia recente, egli, insieme a Pannella, fu l'unico ad essere "fuori" dal sistema partitocratrico e spesso corrotto che portò a "mani pulite", quella che molti considerarono una rivoluzione, seppure incruenta, che portò l'Italia ad un cambiamento della classe politica salutato all'epoca anche da destra con entusiasmo. Oggi A. N. è lealmente al fianco del Presidente Berlusconi, ma non temete di perdere il consenso di coloro che vi hanno appoggiato credendo nel cambiamento di un certo modo di far politica? Alleanza Nazionale non solo è schierata lealmente all'interno della coalizione di centrodestra ma di questa coalizione ne condivide appieno le linee guida: rilancio del modello Italia, nuova e più equa politica fiscale, interventi strutturali nel Centro-Sud del Paese, nuovo sistema scolastico adeguato al mercato del lavoro degli anni 2000. Tutto questo è, però, cosa distinta e distante dalle problematiche connesse allo svolgimento del processo di Milano e al fatto che il premier sia un imputato in questo procedimento. Peraltro, le cronache degli ultimi anni, hanno abbondantemente dimostrato la "matrice politica" e non strettamente giudiziaria delle imputazioni a carico di Berlusconi. Dopodiché la giustizia farà il suo corso, auspicando che sia il presidente del Consiglio, che i cittadini italiani non schierati con il centrosinistra, vengano giudicati imparzialmente.

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